La rinascita dell’Argentina

Da quando Mauricio Macri ha assunto l’incarico di Presidente nel 2015, lui e la sua squadra hanno immediatamente iniziato a riformare l’economia argentina, smantellando i controlli sui capitali, instaurando un tasso di cambio variabile e ponendo fine a una lunga disputa con i creditori.

L’Argentina oggi sta raccogliendo i benefici di queste riforme, con un ritorno della crescita e della fiducia.

Queste riforme hanno inoltre portato a sviluppi positivi per il debito argentino, come è risultato evidente l’anno scorso quando il Paese ha annunciato il suo ritorno sul mercato obbligazionario internazionale con un’emissione record da 16,5 miliardi di dollari.

Lo sviluppo e l’aumento della domanda di titoli denominati in peso argentino sono stati meno evidenti, in una fase in cui l’impegno del governo per ricostruire la curva dei bond in valuta locale sta iniziando a dare i suoi frutti.

Crediamo che gli investitori potrebbero continuare a essere interessati a queste obbligazioni, a patto che possano continuare a coprire l’esposizione valutaria senza impedimenti al rimpatrio dei capitali.

Per quanto riguarda le società argentine, la possibilità di emettere in valuta locale elimina il disallineamento valutario delle passività. Il mercato obbligazionario argentino ha subito una notevole trasformazione in un contesto di profondi cambiamenti economici e politici. Lo sviluppo congiunto dei mercati obbligazionari sovrani, societari, in valuta locale e dei cambi fornisce un’opportunità unica agli investitori di sfruttare questi miglioramenti e accedere a quelli che pensiamo possano essere i rendimenti più interessanti sul mercato.

Oliver Williams – Portfolio Manager, Insight (BNY Mellon)

Da quando Mauricio Macri ha assunto l’incarico di Presidente nel 2015, lui e la sua squadra hanno immediatamente iniziato a riformare l’economia argentina, smantellando i controlli sui capitali, instaurando un tasso di cambio variabile e ponendo fine a una lunga disputa con i creditori. L’Argentina oggi sta raccogliendo i benefici di queste riforme, con un ritorno della crescita e della … scopri di più

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Riusciranno questi titoli emergenti a spodestare i titoli hi-tech statunitensi?

I titoli hi-tech statunitensi potrebbero essere eclissati da una nuova generazione di sfidanti dai Paesi emergenti?

Riteniamo che questa diventerà una domanda cruciale nei prossimi mesi e anni, in un mondo in cui Cina e India accelerano il passo sul fronte delle nuove teconologie. Ad esempio, il 40% degli scienziati specializzati in IA (intelligenza artificiale) al mondo lavora in Cina, e qui hanno sede anche 5 delle10 startup “unicorno”,vale a dire quelle con le valutazioni di mercato più elevate. Le statistiche sull’uso di internet a livello globale e sull’e-commerce dipingono uno scenario simile.

Nel 2015, ad esempio, l’India ha spodestato gli Stati Uniti per la seconda più grande popolazione di utenti internet. L’India sta inoltre divenendo uno dei Paesi più importanti al mondo in termini di numero di utenti di smartphone e di volumi di vendite e-commerce effettuate attraverso i telefoni cellulari.

Riteniamo che questo evidenzi un punto importante. Nonostante il loro status di preferiti da Wall Street, i titoli tecnologici americani stanno affrontando una sfida molto importante. Crediamo che oggi gli investitori possano guardare oltre i ristretti confini della Silicon Valley per trovare nuove opportunità nei titoli legati allo sviluppo dei centri di eccellenza hi-tech nei Paesi emergenti.

Drew Guff – Managin Director, Siguler Giff (BNY Mellon)

I titoli hi-tech statunitensi potrebbero essere eclissati da una nuova generazione di sfidanti dai Paesi emergenti? Riteniamo che questa diventerà una domanda cruciale nei prossimi mesi e anni, in un mondo in cui Cina e India accelerano il passo sul fronte delle nuove teconologie. Ad esempio, il 40% degli scienziati specializzati in IA (intelligenza artificiale) al mondo lavora in Cina, … scopri di più

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Riuscirà la Cina a mantenere il suo ruolo di motore della crescita globale?

Fin dalla sua entrata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001, la Cina ha rappresentato una quota crescente dell’economia globale. Grazie alle veloci esportazioni e allo sviluppodegli investimenti, il Paese si conferma come il vero motore dei commerciinternazionali. La Banca Mondiale prevede che la Cina genererà il 35% circa della crescita globale nei prossimi due anni.

Il Paese è però anche affetto da problematiche strutturali, in particolare legate alla scomoda eredità di una massiccia espansione del credito incoraggiata dallo Stato, sulla scia della crisi finanziaria globale. La Cina sta tentando dunque la difficile transizione da un modello di crescita sostenuto dal credito e dipendente dagli investimenti a uno guidato dai consumi e dai servizi per i privati. Non è ancora chiaro come si evolverà la dinamica tra il rallentamento del credito e il sostegno alla crescita del PIL. La buona notizia è che l’economia cinese si sta gradualmente, ma chiaramente, ribilanciando verso un modello di sviluppo meno dipendente dagli investimenti, con le nuove industrie in prima linea.

Il nostro scenario di base prevede che il processo di rallentamento strutturale della crescita in Cina prosegua. Le autorità continueranno a fornire gli stimoli necessari per far sì che tale rallentamento avvenga in modo graduale. Pensiamo che questa tendenza offra un’opportunità per investire in società che beneficino della rapida espansione del settore dei servizi cinesi e dell’ampliamento della classe media. Manteniamo un approccio cauto sul comparto bancario in quanto la qualità degli asset potrebbe deteriorarsi al proseguire del ciclo economico.

Douglas Reed – Global Strategist di Newton (BNY Mellon)

Fin dalla sua entrata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001, la Cina ha rappresentato una quota crescente dell’economia globale. Grazie alle veloci esportazioni e allo sviluppodegli investimenti, il Paese si conferma come il vero motore dei commerciinternazionali. La Banca Mondiale prevede che la Cina genererà il 35% circa della crescita globale nei prossimi due anni. Il Paese è però anche … scopri di più

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Cosa cambia per i mercati quando gli stipendi fanno il giro del mondo

Da quando il mercato del lavoro è diventato globalizzato, sempre più lavoratori si spostano dai Paesi in via di sviluppo verso i Paesi sviluppati per ottenere stipendi più elevati. Spesso questi lavoratori continuano a supportare le loro famiglie nei Paesi d’origine, inviando regolarmente parte del loro salario.

In Paesi come Messico e India, i governi hanno collaborato con il settore bancario per abbassare i costi di transazione e rendere i procedimenti più snelli. Il miglioramento dell’occupazione nei Paesi sviluppati potrebbe favorire questa tendenza.

L’entità di questi flussi sta attirando l’attenzione della classe politica di alcuni Paesi sviluppati, pertanto vi è il rischio che ciò divenga un tema di discussione durante i negoziati commerciali. Non crediamo però che lo squilibrio tra flussi in entrata e in uscita sia già a livelli tanto elevati da influenzare il dibattito politico.

Colm McDonagh – Head of Emerging Market Debt, Insight (BNY Mellon company)

Da quando il mercato del lavoro è diventato globalizzato, sempre più lavoratori si spostano dai Paesi in via di sviluppo verso i Paesi sviluppati per ottenere stipendi più elevati. Spesso questi lavoratori continuano a supportare le loro famiglie nei Paesi d’origine, inviando regolarmente parte del loro salario. In Paesi come Messico e India, i governi hanno collaborato con il settore … scopri di più

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Quali Stati USA hanno un PIL paragonabile a quello di un’intera nazione?

Diversamente da quanto accade in molti Paesi dove le infrastrutture pubbliche sono pianificate, finanziate, costruite e manutenute dai governi nazionali, negli Stati Uniti la maggior parte delle opere pubbliche sono sotto la responsabilità degli Stati, delle città e delle contee. Ogni ente locale può emettere le proprie obbligazioni.

Gli investitori hanno così l’opportunità di accedere a un debito semi-sovrano emesso da singoli Stati che spesso hanno un’economia tale da rivaleggiare con quella di intere nazioni.

Questa mappa mostra come il PIL dei singoli Stati USA sia pari al PIL di altri Paesi. In uno scenario di bassi rendimenti delle obbligazioni governative globali, i bond municipali USA possono offrire ritorni più elevati con una qualità paragonabile a quella dei titoli sovrani.

Standish (BNY Mellon IM)

Diversamente da quanto accade in molti Paesi dove le infrastrutture pubbliche sono pianificate, finanziate, costruite e manutenute dai governi nazionali, negli Stati Uniti la maggior parte delle opere pubbliche sono sotto la responsabilità degli Stati, delle città e delle contee. Ogni ente locale può emettere le proprie obbligazioni. Gli investitori hanno così l’opportunità di accedere a un debito semi-sovrano emesso … scopri di più

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L’India accelera sulle infrastrutture

A maggio è nato il primo fondo di investimento infrastrutturale dell’India, l’IRB. I mercati si aspettano che la spesa in infrastrutture sarà un fattore chiave per guidare la crescita del Paese negli anni a venire.

Il fondo IRB, che detiene le quote di sei strade a pagamento, offre un rendimento del 10-12% e sarà probabilmente il primo di molti a venire. Per contestualizzare i rendimenti, basta pensare che solo il 10% delle azioni large cap indiane offre un ritorno superiore al 3%.

Il governo prevede una spesa di 20 miliardi di dollari USA in infrastrutture stradali, ma crediamo che i trust come l’IRB possano beneficiare anche di altri fattori oltre che degli investimenti statali.

L’aviazione, ad esempio, è un altro focus del Paese. Nel 2016 sono stati effettuati 150 milioni di voli domestici in India, rispetto ai 900 milioni interni agli USA e i 500 milioni della Cina. Il viaggio in aereo può essere più costoso rispetto a quello su strada, ma il tempo è ridotto a un sesto. Pertanto ci aspettiamo che il numero di aeroporti aumenti e che molti vengano gestiti in partnership tra pubblico e privato.

Naomi Waistell – Newton, società di BNY Mellon IM

A maggio è nato il primo fondo di investimento infrastrutturale dell’India, l’IRB. I mercati si aspettano che la spesa in infrastrutture sarà un fattore chiave per guidare la crescita del Paese negli anni a venire. Il fondo IRB, che detiene le quote di sei strade a pagamento, offre un rendimento del 10-12% e sarà probabilmente il primo di molti a … scopri di più

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Ecco perchè stiamo ancora vivendo in un periodo economico fuori dall’ordinario

Nonostante il dibattito sull’aumento dei tassi e sulla normalizzazione delle politiche monetarie, l’attuale scenario di investimento è senza precedenti. Grazie ai loro programmi di quantitative easing, ad esempio, le Banche Centrali rappresentano la principale fonte di sostegno per l’andamento dell’economia mondiale.

Sommando infatti i bilanci di Bank of Japan, Bank of England, Banca Centrale Europea e della Federal Reserve si arriva a 14.400 miliardi di dollari. All’inizio del 1999 lo stesso dato ammontava ad appena 2.200 miliardi di dollari. Ciò vuol dire che in meno di 20 anni i bilanci delle Banche Centrali sono aumentati più del 650%.

Le conseguenze indesiderate degli interventi delle Banche Centrali sui mercati sono innumerevoli. Per quanto riguarda il reddito fisso, ad esempio, in tutto il mondo 8.800 miliardi di dollari di obbligazioni continuano a scambiare con rendimenti negativi. Pur rimanendo al di sotto del picco del 2016, quando quasi il 30% dell’universo del reddito fisso offriva ritorni negativi, pensiamo sia comunque incredibile constatare quanti investitori siano ancora disposti a pagare per assumersi il rischio del debito.

Il potenziale aumento dei tassi d’interesse, associato a rendimenti bassi o addirittura negativi, rende ancora più importante adottare un approccio innovativo agli investimenti. Per questa ragione, i fondi multi-asset stanno ormai superando la classica impostazione “60% azionaria / 40% obbligazionaria”. Serve un approccio di investimento più ampio per superare gli imprevisti in quello che è, ancora, un mondo incerto.

Paul Flood, gestore di Newton, società di BNY Mellon IM

Nonostante il dibattito sull’aumento dei tassi e sulla normalizzazione delle politiche monetarie, l’attuale scenario di investimento è senza precedenti. Grazie ai loro programmi di quantitative easing, ad esempio, le Banche Centrali rappresentano la principale fonte di sostegno per l’andamento dell’economia mondiale. Sommando infatti i bilanci di Bank of Japan, Bank of England, Banca Centrale Europea e della Federal Reserve si … scopri di più

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Acciaio nel terreno: il caso del rinnovamento delle infrastrutture USA

Le infrastrutture USA necessitano di un rinnovamento. Il sistematico taglio agli investimenti destinati a strade, ponti, acquedotti, energia e strutture per anziani ha avuto come risultato una rete di infrastrutture incapace di sostenere una popolazione in crescita, mobile e che sta invecchiando. Per la prima volta in decenni i trend ciclici, di lungo periodo e strutturali si stanno allineando; crediamo che questo porterà a un periodo di forti investimenti nel settore, mai visto dai tempi dell’amministrazione di Eisenhower. Prevediamo più di 1.000 miliardi di dollari di investimenti in progetti in costruzione nei prossimi 10 anni. Secondo la nostra visione il piano per le infrastrutture del Presidente Trump, l’enfasi sulla deregolamentazione, insieme con le necessità lampanti dell’economia, offrono i necessari stimoli nel breve termine per dare il via agli investimenti.

Brock A. Campbell, James A. Lydotes, William J. Adams – The Boston Company Asset Management, una società del gruppo BNY Mellon

Le infrastrutture USA necessitano di un rinnovamento. Il sistematico taglio agli investimenti destinati a strade, ponti, acquedotti, energia e strutture per anziani ha avuto come risultato una rete di infrastrutture incapace di sostenere una popolazione in crescita, mobile e che sta invecchiando. Per la prima volta in decenni i trend ciclici, di lungo periodo e strutturali si stanno allineando; crediamo … scopri di più

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Perché i rialzi dei tassi negli USA non influenzeranno i titoli high yield

Il rialzo dei tassi negli Stati Uniti influenzerà sicuramente alcune aree del reddito fisso. Ma il mercato degli high yield sarà praticamente immune da qualsiasi conseguenza, a meno che gli aumenti non siano tanto bruschi e ripidi da causare una vera e propria recessione – e quindi un aumento dei default. Non vi è alcuna correlazione storica tra i rendimenti dei titoli high yield e le variazioni dei tassi d’interesse della Fed, diversamente da quanto accade per i titoli investment grade a lunga duration. Un altro fattore da prendere in considerazione è la leva finanziaria, che è andata diminuendo per gli emittenti high yield sin dalla fine del 2015.

April La Russe, Insight (società del Gruppo BNY Mellon)

Il rialzo dei tassi negli Stati Uniti influenzerà sicuramente alcune aree del reddito fisso. Ma il mercato degli high yield sarà praticamente immune da qualsiasi conseguenza, a meno che gli aumenti non siano tanto bruschi e ripidi da causare una vera e propria recessione – e quindi un aumento dei default. Non vi è alcuna correlazione storica tra i rendimenti … scopri di più

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La chiave per sbloccare il valore delle obbligazioni high yield

Il valore dei mercati degli high yield americani ed europei è rispettivamente raddoppiato e triplicato nel corso dell’ultimo decennio. Questo è dovuto in parte al fatto che, a causa della crisi finanziaria globale, meno aziende hanno potuto ricevere finanziamenti dalle banche e hanno dunque utilizzato alternative non-bancarie (come ad esempio l’emissione di obbligazioni).

Riteniamo che un approccio di investimento articolato sul segmento degli high yield bond possa essere profittevole, ma siamo anche convinti del fatto che questa sia un’asset class altamente specializzata che richiede risorse e competenze specifiche da parte delle società di gestione.

Conoscere il profilo di un’azienda è un modo per mitigare alcuni dei rischi legati all’investimento nell’asset class – ma per farlo è necessaria un’ampa analisi SWOT e dei competitor. L’analisi dei flussi di cassa disponibili è un modo per determinare la redditività finanziaria dell’emittente. La maggior parte delle società, sia investment grade sia high yield, non generano flussi di cassa sufficienti per poter rimborsare il debito obbligazionario. Le società high yield prestano maggiore attenzione a questo aspetto e questo assicura il rifinanziamento e il miglioramento della qualità del credito. La capacità della società di effettuare una “call” (o rimborsare anticipatamente) su un’obbligazione può influire direttamente sul suo valore.

Al contempo, i termini e le condizioni relativi a una obbligazione high yield possono essere molto complessi e i documenti che riportano i termini dell’obbligazione possono ammontare anche a centinaia di pagine. Essi comprendono i dettagli retivi alle protezioni strutturali quali la seniority del bond (cioè la priorità dell’obbligazione nella struttura del capitale), le garanzie rispetto agli asset della società e i covenant sul debito. Questi ultimi possono far sì che la qualità del credito di un’obbligazione non sia compromessa dalla gestione aziendale.

La liquidità di una società è un altro fattore decisivo per la solvibilità del suo debito. Quando gli emittenti investment grade non hanno liquidità disponibile per rimborsare un’obbligazione, di solito possono attingere a una linea di credito revolving. Tuttavia, le aziende high yield non hanno tipicamente una disponibilità sufficiente, spesso perché la linea di credito è garantita contro le giacenze di magazzino – e questo significa che è loro preclusa un’ulteriore fonte di liquidità.

Uli Gerhard – Insight (società del Gruppo BNY Mellon)

Il valore dei mercati degli high yield americani ed europei è rispettivamente raddoppiato e triplicato nel corso dell’ultimo decennio. Questo è dovuto in parte al fatto che, a causa della crisi finanziaria globale, meno aziende hanno potuto ricevere finanziamenti dalle banche e hanno dunque utilizzato alternative non-bancarie (come ad esempio l’emissione di obbligazioni). Riteniamo che un approccio di investimento articolato … scopri di più

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